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REVIEW / INTERVIEW - PIER GONELLA - STRATEGY

January 6, 2020

 

Intervista:

 

 

Cosa ti ha spinto a fare un disco solista nel 2019?

 

Pier Gonella: Intanto grazie mille per questa intervista. La musica rock strumentale è sempre stata una mia grande passione. Poi col tempo mi sono indirizzato da una parte al metal neoclassico dei Mastercastle, i cui dischi contengono sempre uno o due brani strumentali, dall’altra parte al thrash metal dei Necrodeath con cui da anni giro l’Italia ed Europa sui palchi e mi hanno sempre lasciato un po’ di spazio  da solista. 

Per cui un disco strumentale è sempre stato nell’aria. Lo stesso Peso è sempre stato un promotore del progetto, e siccome nell’ultimo anno avevo scritto brani di hard rock strumentale differenti da tutto cio’ che ho pubblicato fino ad ora ho ufficialmente cominciato a registrarli.

 

 

Chi sono i tuoi chitarristi preferiti che hanno influenzato il tuo modo di suonare la chitarra?

 

Pier Gonella: Sicuramente Joe Satriani è stata una grande influenza, non solo come solista, ma anche come compositore per la sua capacità di creare rock strumentale piacevole per i non musicisti. Col tempo mi sono appassionato molto anche per Yngwie Malmsteen perché nel mio gusto musicale è il perfetto chitarrista heavy power metal, supertecnico ma anche funambolico sul palco, che alterna i suoi assoli affiancandosi a cantanti altrettanto virtuosi. Ho dato pieno sfogo di questo aspetto nei 6 album dei Mastercastle, in particolare nel primo “The Phoenix”, ma ci sono state varie attenzioni all’aspetto strumentale anche nei Necrodeath, nell’album “Dreculea” o “Idiosyncrasy"  .

 

 

Come vedi il tuo approccio con i NECRODEATH da quello d guitar heroes?

 

Pier: Quando suono o compongo coi Necrodeath sicuramente cambia un po l’approccio nel senso che entro nel “Mood” piu’ spinto del thrash metal. Band come Slayer,Venom, i primi Metalica e gli stessi primi Necrodeath fanno parte del mio background musicale per cui tutto è sempre molto spontaneo. Componendo insieme a Peso seguamo il trademark Necrodeath ma spesso lui stesso ha iniziative un po piu’ sperimentali nei miei confronti, poi in base al risultato si corregge il tiro. In questo mio album strumentale è stato un po’ l’opposto nel senso che è stato Peso ad entrare in modalità rock strumentale ed insieme a Giulio mi hanno dato molti spunti di arrangiamento dei brani,

 

 

Trovi dei limiti quando suoni?

 

Pier: Dal vivo con tutte le band faccio sempre prove in maniera responsabile in modo da essere piu’ spontaneo e sciolto possibile sul palco. Mi ritengo abbastanza tecnico ma in realtà la bella figura sul palco si fa non in base al numero di note suonate ma in base al modo ed alla scioltezza con cui le si eseguono. Se gli ultimi due aspetti funzionano si riesce ad “apparire” senza limiti… Quotidianamente incontro sempre nuovi traguardi e musicisti piu’ bravi di me che mi danno sempre nuovi stimoli per tenermi sempre piu’ aggiornato possibile coi tempi.

 

 

Questo lavoro ti incarna?

 

Pier: Direi di si, nel senso che la musica strumentale è stata la mia prima fonte di ispirazione e di costruzione de mio stile musicale. Poi col tempo mi sono appassionato di musica neoclassica da una parte, nonché estrema dall’altra, e questo ha giustamente portato ad identificare il mio stile con le band principali in cui milito o ho militato, come Labyrinth o Mastercastle da una parte, e Necrodeath dall’altra. 

 

 

Questo strategy del 2019 puo' dare speranza al nuovo concetto di guitar heroes?

 

Pier: Naturalmente mi auguro di si. Oggi il modo di suonare la chitarra rock metal è molto diverso. C’è sempre meno fantasia e meno ricerca del “riff portante”, e gli assoli sono sempre meno presenti ed è un peccato. Il mio è un punto di vista non da “chitarrista invasato” ma da appassionato di rock, per il quale il momento della canzone in cui il chitarrista faceva l’assolo era imprescindibile…come il riff iniziale che identificava la canzone. Ma chiaramente è giusto restare aggiornati coi tempi.

 

 

Recensione "Strategy"

 

 

Il concetto di guitar heroes nasce dalla spontaneita' e dall'istrionismo di alcuni artisti della scena hard rock ed heavy metal , basta citare un certo RICHIE BLACKMOORE per fare un nome , ma come si sa la musica non ha un solo filo conduttore e i meandri musicali si irraggiano come un albero genealogico nel mondo del rock.

Da allora molti di questi musicisti hanno scritto pagine indelebili del panorama dei guitar heroes, oggi pero' ci troviamo a che fare con un artista italiano doc, che dopo un certo ALEX DE ROSSO, e' riuscito a catturare quell'energia e quello spirito da vero eroe della chitarra, parliamo di un artista che spazia dal progressive metal al neoclassico e alla musica sperimentale infatti tra le sue influenze troviamo i vari  Ritchie Blackmore, Joe Satriani, Yngwie Malmsteen, Steve Vai, Stevie Ray Vaughan, Vinnie Moore ma partiamo parlando di questo STRATEGY datato 2019.

L'omonimo strumentale si apre con un simpatico richiamo alla STEVE VAI del periodo PASSION AND WARFARE, dopo di che si comincia un viaggio musicale dove l'artista vuole entrare subito in esame del suo lavoro, quindi non sterili virtuosismi ma un approccio dinamico e coinvolgente, nella parte centrale si sentono i richiami alle sue esperienze nei suoi innumerevoli progetti e inoltre non annoia mai fino alla fine del pezzo in questione.

Rock n roll, brano piu' cadenzato e pieno di ottime melodie ci delizia con un ottimo chitarrismo pieno di inflenze fusion jazz , coadiuvato da un'ottima sezione ritmica basso batteria nella parte centrale del pezzo si delinea un certo amore per la musica neoclassica per poi rallentare i toni e ritornare in un mondo piu' rock oriented , ed e' proprio questa combinazione di questi elementi a rendere questo pezzo avvincente.

The Pied Piper e' un pezzo molto intimo e introspettivo  dove PIER cerca di esplorare tutte le sue influenze , di derto uno dei migliori pezzi del lotto, con una parte centrale da capogiro molto bluesy, dopo di che' il neoclassico la vince sfociando in un chitarrismo sperimentale di ottima fattura, sognante ed etereo, altalenante e divertente rende questo pezzo davvero entusiasmante.

Liberland parte con intro jazz per poi esplodere in un riffing davvero grandioso,ed ecco che la vera essenza di PIER esce fuori , Joe Satriani influisce sull'artista per tutta la durata del pezzo per poi esplodere in un assolo micidiale e bellissimo dove a farla da padrone e' solo una parola, la passione per la musica.

La Graziosa, strumentale molto lenta e romantica , introdotta con una chitarra classica e un certo mood elettrico ricorda vagamente gli SCORPIONS degli anni 70, il pezzo emoziona per la sua dimensione astrale , qui VINNIE MOORE E MARTY FRIEDMAN  prendono il possesso di PIER GONELLA, artista che disegna con grande classe virtuosismi da capogiro e un finale da strappa lacrime.

The Spark of life e si ritorna su lidi sperimentali, pezzo cadenzato all'inizio e ben costruito si snoda ben presto in un sinfonismo claustrofobico e una parte centrale da urlo e un gusto totalmente easy e riposante per poi passare a una fase piu' progressive con un assolo incalzante e urlante, dopo resta solo l'emozione e il dubbio.

Devil at God's Pub parte con una chitarra molto sognante per poi esplodere in una ottima sezione ritmica e un assolo stratosferico , dopo di che PIER ci delizia pure della sua bravura tecnica, davvero incredibile e da restare stupiti come il brano emozioni subito e da quel senso di serenita' fino alla fine.

Crazy Numbers .....mmm....un pezzo che parte lento e poi si interseca in un riff struggente e bluesy allo stesso tempo, la voglia di sperimentare nuovi orizzonti da a questo pezzo la gloria di un artista che non vuole limitarsi e colorare il suo percorso musicale e che vuole a tutti i costi emozionare chi lo ascolta.....ala fine resta solo tanta malinconia.

To the Next Party ultimo brano proposto parte con un intro di batteria e una sezione chitarristica lineare molto bluesy oriented, vera e propria colonna sonora di un viaggio musicale di un artista che con conosce limiti di conoscenza ed esplora con disinvoltura quello che molti ignorano....il suono.

Nella versione estesa di questo STRATEGY troviamo altre versioni dei pezzi strumentali qui proposti.

Che dire , davvero un gran bel disco , da vero guitar heroes, non dimentichiamo la sua militanza in band come  Labyrinth, Mastercastle, Necrodeath, Odyssea, Vanexa.

 

 

VOTO 8, chi ama la chitarra deve assolutamente ascoltare questo disco.

 

RECENSITO E REDATTO DA, DOMENICO MIMMOWHIPLASH COSTA, PRESIDENTE ED HEADCHAPTER DEL MY FRIENDS OF SICILY-METALLICA FANS CLUB SICILIA-OFFICIAL ITALIAN LOCAL CHAPTER 458 OF THE METALLICA CLUB

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